Credito d’imposta per gli investimenti 4.0: Agevolazioni e scadenze nel 2023

Il credito d’imposta sui beni strumentali, con precedente scadenza a dicembre 2022 si rinnova per il 2023. Lo scorso decreto, rivolto allo sviluppo e all’innovazione tecnologica di piccole e medie attività, permetteva infatti di ottenere fino al 40% del valore imponibile sull’investimento sostenuto in beni materiali e immateriali. Con questa manovra, si va quindi ad incentivare lo sviluppo tecnologico delle attività in crescita sul territorio e pronte ad investire nel Piano Nazionale Transizione 4.0.

Con la chiusura dell’anno appena trascorso, il decreto Milleproroghe ripropone nuovamente il bonus investimenti 4.0 con riferimento sia ai beni materiali che al mondo del software. La proroga dell’agevolazione è il risultato di una scelta tecnica basata sull’osservazione sul settore industriale. Dalle analisi effettuate, si è infatti notata una profonda difficoltà delle imprese produttrici nel rispettare le scadenze stabilite dalla manovra. Per questa ragione, il provvedimento è stato prolungato fino al 30 settembre 2023 così da supportare sia le aziende che avevano precedentemente richiesto il bonus nel 2022, sia spingere tutte quelle attività che hanno preferito temporeggiare sull’investimento.

Per quest’anno però, molte sono state le variazioni. Oltre all’introduzione delle relative condizioni per usufruire del bonus, importanti cambiamenti sono stati introdotti in riferimento alle aliquote applicate oltre la scadenza stabilita del 30 settembre. Dal 2023, in assenza di prenotazioni effettuate precedentemente oppure, in caso di ritardo rispetto alla consegna del bene, per i beni strumentali le aliquote si dimezzano:

  • Dal 40% si passa al 20% del consto per investimento fino a 2,5 milioni di euro
  • Dal 20% si passa al 10% del costo per investimento superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro
  • Dal 10% si passa al 5% del costo per investimento superiori a 10 milioni di euro fino al limite massimo previsto di 20 milioni di euro.

Diversa è la situazione relativa ai software. Infatti, il precedente investimento potenziato del 50% si riduce al solo 20%. Anche in questo caso, resta attiva la proroga fino al 30 settembre 2023 purché, sia stato accreditato al fornitore nel 2022 almeno il 20% dell’importo complessivo sostenuto. Le aliquote relative ai beni non strumentali sono anche destinate a ridursi drasticamente fino al 2025. Si prevede, infatti, una riduzione che passerà dal 20% ad un 10% nel 2024 e si abbasserà nuovamente ad un 5% nel 2025.

Ultimo punto di riferimento è la formazione e l’insieme dei corsi finalizzati a migliorare le competenze teoriche e pratiche dei dipendenti. Non vengono segnalate particolari variazioni rispetto al 2022, si prevede un sostegno economico sostenuto, pari agli investimenti effettuati durante il corso dell’anno:

  • 50% per le piccole imprese, con un tetto massimo di 300 000 euro
  • 40% per le medie imprese, con un tetto massimo di 250 000 euro
  • 30% per le grandi imprese, con un tetto di 250 000 euro per azienda.

Questo decreto va quindi ad aggiornare la promozione e lo sviluppo di tutte quelle attività che, negli anni precedenti, non hanno optato per l’innovazione 4.0, promuovendo l’integrazione nei diversi ambiti dai beni materiali ai software, fino alla formazione ed incentivando l’automazione delle imprese e il loro cambiamento verso la semplificazione aziendale.

Fonte: Ministero delle imprese e del Made in Italy